Bonus mobili e caldaie: cosa cambia davvero per chi ha acquistato nel 2025
Negli ultimi mesi molti contribuenti hanno pianificato interventi in casa contando sulla combinazione tra lavori edilizi e bonus mobili. Tuttavia, un recente aggiornamento delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate ha ridefinito le condizioni di accesso all’agevolazione, con effetti che riguardano anche spese già sostenute nel 2025.
Il punto centrale della nuova interpretazione riguarda la sostituzione delle caldaie tradizionali. Dal 1° gennaio 2025, l’installazione o il cambio di impianti di riscaldamento alimentati a combustibili fossili non rientra più tra gli interventi che danno diritto alle detrazioni edilizie. Venendo meno l’intervento “trainante”, cade automaticamente anche la possibilità di collegare a esso il bonus mobili.
Perché alcuni contribuenti perderanno la detrazione
Nel corso del 2025 molte famiglie hanno sostituito la caldaia, classificando l’intervento come manutenzione straordinaria, e in seguito hanno acquistato mobili o elettrodomestici pensando di recuperare parte della spesa nella dichiarazione dei redditi. Alla luce delle nuove regole, queste spese non potranno più essere portate in detrazione.
In pratica, se nel 2025 l’unico intervento edilizio effettuato è stato il cambio di una caldaia alimentata da fonti fossili, il bonus mobili non è riconosciuto, anche se i pagamenti sono stati effettuati correttamente e la documentazione è completa.
Chi invece aveva sostituito l’impianto nel 2024 conserva il diritto alla detrazione per gli acquisti effettuati nel 2025, poiché in quell’anno l’intervento era ancora agevolabile.
Quante persone potrebbero essere coinvolte
I dati ENEA mostrano che nel 2024 oltre duecentomila interventi di sostituzione caldaie sono stati effettuati usufruendo delle detrazioni edilizie. Considerando che ciascuno di questi lavori poteva consentire l’accesso al bonus mobili, il numero di contribuenti potenzialmente interessati dal nuovo orientamento è elevato.
Durante la prossima campagna dichiarativa, chi proverà a inserire queste spese nel modello 730 potrebbe vedersi rifiutare la richiesta dai centri di assistenza fiscale o dal sistema precompilato.
Il danno economico può arrivare fino a 2.500 euro, pari al 50% del tetto massimo di spesa agevolabile di 5.000 euro.
Un cambio di rotta da conoscere prima della dichiarazione
Il nuovo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate chiude definitivamente la possibilità di utilizzare la sostituzione delle caldaie tradizionali come porta d’accesso al bonus mobili dal 2025 in poi. Chi ha effettuato acquisti nel corso dell’ultimo anno dovrà quindi verificare attentamente se possiede ancora i requisiti per usufruire della detrazione, evitando sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.