Governo italiano approva piano per 100.000 alloggi a canone agevolato in un decennio
È in fase di lancio un programma nazionale per affrontare la crisi abitativa, con l'obiettivo di realizzare 100.000 residenze a costi contenuti destinate alle famiglie vulnerabili entro i prossimi dieci anni. L'iniziativa, denominata "Piano Casa", prevede affitti calmierati per giovani, anziani e genitori separati, unitamente a interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
L'annuncio ufficiale è stato dato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di fine anno, segnando un passo avanti concreto dopo le prime ipotesi discusse due anni fa. Il progetto, sul quale il governo lavora da tempo, vedrà la luce attraverso un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che ne definirà i dettagli operativi.
Il piano si articola su due assi principali. Da un lato, promuove il rent-to-buy (locazione con opzione di acquisto a canone agevolato) rivolto a giovani, coppie e genitori separati. Dall'altro, prevede la creazione e l'adeguamento di alloggi sociali per gli anziani, anche attraverso formule di permuta che facilitino il passaggio a soluzioni abitative più piccole e gestibili.
Parallelamente, il programma include un capitolo dedicato alle case popolari tradizionali, destinate alle fasce a più basso reddito. Attualmente le liste d'attesa per questo tipo di alloggi contano circa 250.000 nuclei familiari. Secondo le stime, circa la metà di questi potrebbe rientrare nei canali a canone calmierato, mentre l'altra metà rappresenta il target primario per gli interventi sull'edilizia pubblica. Si stima che ulteriori 100.000 abitazioni di proprietà pubblica siano attualmente non utilizzate, necessitando di manutenzione o da recuperare da situazioni di occupazione illegale.
Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione del Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, e del Ministero per l'Innovazione, Paolo Foti. Nel percorso di consultazione sono stati coinvolti anche attori sociali ed economici, tra cui Confindustria e la Conferenza Episcopale Italiana. Proprio da Confindustria, a fine 2024, erano pervenute proposte per un "piano per l'abitare sostenibile".
L'Ance, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, pur avendo sostenuto la necessità di un intervento strutturale sul tema, attende ora la pubblicazione dei testi definitivi per una valutazione completa delle misure.